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11 Ago

Come si scrive correttamente “email”? 5 curiosità che non sapevi

Creato: 11 Agosto 2015

curiosita emailLe e-mail fanno parte della quotidianità di milioni di persone ormai da anni. Impossibile ricordarsi il quantitativo di posta elettronica inviata e ricevute: basti pensare che ogni giorno in tutto il mondo vengono inviati quasi 250 miliardi messaggi, la cui maggioranza è però di natura fraudolenta o spam. Pensate di conoscerla bene? Ecco 5 cose che (forse) non sapevi sulle e-mail.

  1. Come si scrive? Ad oggi non è stato concordato alcun modo universale per scrivere correttamente e-mail (o email, o ancora eMail). Mentre i dizionari italiani danno come corretto “e-mail”, mente alcuni americani sostengono debba scriversi “email” in quanto il trattino va eliminato, come avvenuto per altri termini informatici (cell-phone, cell phone).
  2. La prima e-mail dallo spazio. È stata spedita nel 1991 dall’equipaggio della missione STS-43 a bordo dello shuttle Atlantis e recitava testualmente: ““Hello Earth! Greetings from the STS-43 Crew. This is the first AppleLink from space. Having a GREAT time, wish you were here,…send cryo and RCS! Hasta la vista, baby,…we’ll be back!”.
  3. @. La chiocciola, così come la chiamiamo noi (e i francesi), ha in realtà nomi diversi a seconda della lingua: i danesi la chiamano “proboscide di elefante”; i greci “papaki”, cioè piccola anatra; in ebraico viene chiamato “strudel”; in cinese “topo”, e in russo la traduzione di “cane”.
  4. La password più usata. Sorprendentemente, e sfortunatamente, è “123456”, seguita dalle proprie date di nascita. Come creare una password per e-mail sicura e robusta?
  5. “Spam”. Non è ancora ben chiara l’origine di questo termine, che serve a indicare tutte quelle e-mail pubblicitarie e non inviate in massa. Una prima teoria ritiene sia nata negli anni 80 da “Mud”, un videogioco di ruolo testuale in cui il termine “spam” serviva come riferimento alle pratiche e ai comportamenti scorretti nel gioco; la seconda, invece, sostiene che il termine sia stato coniato da una scenetta dei Mony Python, in cui la parola viene ripetuta sino all’esasperazione.

 

Fonte immagine: Pixabay.com