Le origini e il significato del nome Zimbra

Origine e significato del nome Zimbra

Il nome Zimbra rappresenta un punto di riferimento nel mondo dei software collaborativi. Ma qual è la vera origine del nome dell’azienda informatica di San Mateo? Come ci racconta il suo ex Presidente, Scott Dietzen, dietro al nome Zimbra c’è una storia molto interessante, che parte dall’arte d’avanguardia e arriva fino ai Talking Heads.

 

La genesi del nome Zimbra

Il 26 luglio del 2005 viene lanciato per la prima volta sul mercato informatico un prodotto chiamato Zimbra Collaboration Suite, o ZCS. Scott Dietzen, ex-presidente e CTO di Zimbra ha raccontato la complessa genesi dietro questa scelta. Il progetto originario era denominato “LiquidSys”, ma c’era bisogno di un cambiamento. Bisognava assolutamente lavorare sul naming. Moltissimi nomi erano stati già utilizzati e bisognava evitare un nome che collidesse con altri 100.000 progetti open-source all’epoca attivi. Doveva essere nome facile da scrivere, che restasse in mente, che permettesse anche di ottenere un marchio e un URL. Dietzen e i suoi soci avevano preso in analisi migliaia di termini, ma nessuno sembrava abbastanza convincente. La scelta aveva coinvolto praticamente ogni dipendente dell’impresa. HobNob? AquaFront? Oompa Zing? No, non funzionavano (tuttavia, molti di questi appellativi sono diventati poi le denominazioni delle sale del quartier generale dell’azienda).

Ad ogni modo, spesso le idee migliori arrivano proprio quando uno meno se le aspetta. Dopo una lunga giornata di lavoro, a tarda notte, Scott Dietzen e i suoi soci si erano ritrovati a passare in rassegna un’interessante collezione di CD. In quel contesto, è saltato loro all’occhio “Fear of Music”, storico album dei Talking Heads.

 

I Talking Heads e l’avanguardia dada

I Talking Heads sono una delle band più seminali della new-wave americana. Fondati nel 1974 a New York, si sono distinti per il loro stile eclettico, che combinava la musica pop-rock con influenze d’avanguardia. Il loro fronter, David Byrne, era cresciuto nella Grande Mela degli anni Sessanta. Forte in lui era l’influenza di Andy Warhol e di tanti movimenti artistici attivi in quel periodo negli States.
Il 15 febbraio 1980 i Talking Heads avevano pubblicato “I Zimbra”, il secondo singolo estratto da Fear of Music, il loro terzo album.

 

Zimbra, l’alchimia della parola

Il testo della canzone “I Zimbra” dei Talking Heads recita:

Gadji beri bimba clandridi
Lauli lonni cadori gadjam
A bim beri glassala glandride
E glassala tuffm I zimbra
Bim blassa galassasa zimbrabim
Blassa glallassasa zimbrabim
A bim beri glassala grandrid
E glassala tuffm I zimbra

Queste parole non significano nulla. Sono un adattamento del poema fonetico “Gadji beri bimba” di Hugo Ball, il fondatore del Cabaret Voltaire e una delle principali guide del movimento dada. L’artista spiega così il senso del suo poema: le poesie sonore dadaiste sono una rinuncia al linguaggio, devastato dal giornalismo e dalla propaganda. I dadaisti vogliono ritirarsi nella più intima alchimia della parola, vogliono portare le parole alla resa e riportare il linguaggio nel sacro.

 

Dal dada a Zimbra Collaboration Suite

David Byrne ne è rimasto affascinato e ha deciso di portare questi versi in musica. Anche a Scott Dietzen tutto questo era piaciuto moltissimo. Zimbra è diventato così uno dei nomi più celebri nel suo campo con Zimbra Collaboration Suite e molti altri prodotti di successo come Zimbra Mail, numerose zimlet, servizi di Web Hosting e Housing in Cloud, e molto altro ancora. E glassala tuffm I zimbra.